Depressione

Negli ultimi decenni si è assistito a un incremento dei casi di depressione nel mondo, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità considera questa patologia una delle principali cause di disabilità a livello globale.

I motivi di questa crescita esponenziale dei casi di depressione sono vari e non è facile identificare un singolo fattore che spieghi quella che da molti viene considerata una vera e propria epidemia. Sicuramente uno dei fattori è dato dai mutamenti sociali avvenuti negli ultimi anni. Variabili come la precarietà (non solo economica), la pressanti richieste sociali di realizzazione personale e la labilità dei rapporti relazionali sono sicuramente da prendere in considerazione.

Inoltre non sono da sottovalutare altre variabili, come il cambio dello stile di vita e delle abitudini alimentari. Gli studi ci dicono infatti che la sintomatologia depressiva tende ad essere facilitata anche da carenze nutritive e dallo stile di vita sedentario. Non si tratta ovviamente di cause maggiori, ma essi sicuramente concorrono insieme a molti altri fattori nel favorire la crescita del fenomeno.

Come per tutte le patologie, ma per la depressione particolarmente, è fondamentale chiedere aiuto il prima possibile. In questo modo l’intervento potrà essere più efficace e l’impatto del disturbo sulla vita della persona potrà essere ridimensionato.

I disturbi depressivi

Prima di parlare dei disturbi depressivi, è opportuno differenziare il vissuto di depressione dall’emozione della tristezza. Spesso le due cose vengono confuse, ma si tratta di vissuti differenti. La tristezza è una normale reazione emotiva che tutti noi conosciamo e che ci porta a reagire a determinati eventi della vita con un senso di delusione o abbattimento. La tristezza è però un’emozione costruttiva, che non immobilizza la persona. Provare un temporaneo stato di tristezza spesso è funzionale al superamento di determinate circostanze.

Nel caso della depressione, invece, i vissuti sono più profondi e paralizzanti. Uno stato di depressione tende a immobilizzare la persona, rendendole difficoltosa la normale vita quotidiana, compresa la vita relazionale e lavorativa. Mentre la tristezza può rappresentare in qualche modo anche una spinta a reagire, la depressione alimenta un senso di impotenza che affligge il soggetto.

Quando si parla di depressione si indicano diversi quadri clinici. Due tipologie frequenti sono la depressione maggiore e il disturbo distimico (anche detto disturbo depressivo persistente).

La depressione maggiore è caratterizzata da uno o più episodi depressivi durante i quali la persona presenta combinazioni diverse dei seguenti sintomi:

  • umore gravemente depresso
  • perdita della capacità di provare piacere per le varie attività quotidiane
  • problemi nel sonno, nell’appetito, nelle funzioni motorie
  • problemi di memoria o concentrazione
  • emozioni particolarmente intense di colpa oppure ha vissuti di vuoto interiore
  • pensieri ricorrenti di morte
  • sintomi fisici poco rispondenti alle normali terapie

Come si può notare, si tratta di episodi piuttosto invalidanti che causano notevole sofferenza nel soggetto e nei suoi familiari. Spesso il primo episodio si presenta a seguito di eventi ambientali che hanno scosso la persona, come possono essere la perdita di un lavoro oppure di una relazione.

Durante un episodio depressivo maggiore, la capacità di continuare a svolgere le normali attività lavorative è in genere compromessa.

Oltre al disturbo depressivo maggiore, più grave ma tendenzialmente episodico, abbiamo il disturbo distimico che rappresenta un quadro depressivo più moderato ma più duraturo. Chi soffre di un disturbo distimico per almeno due anni ha avuto sintomi depressivi simili a quelli appena visti, ma più attenuati. Si tratta di una condizione più cronica, spesso avvertita dal paziente come parte del proprio carattere.

La distimia è un fattore di rischio per altri disturbi, come la dipendenza da sostanze oppure lo stesso disturbo depressivo maggiore. Inoltre tende a intaccare la qualità della vita del paziente. Per questa ragione è importante riconoscere i sintomi e contattare uno specialista.

Abbiamo poi condizioni di depressione derivanti da difficoltà di adattamento a determinate circostanze della vita. Se ad esempio alla perdita di un lavoro un soggetto reagisce con un periodo di abbattimento e poca voglia di reagire si può parlare di un disturbo dell’adattamento con umore depresso, il quale può risolversi (spontaneamente o con l’aiuto di uno specialista) oppure evolvere verso forme più strutturate di depressione.

Terapia

Nel caso del disturbo depressivo maggiore, l’intervento farmacologico è essenziale nelle prime fasi per affrontare la sintomatologia debilitante. Gli studi scientifici ci dicono che l’associazione di farmacoterapia e psicoterapia è la modalità di intervento più efficace.

In particolare, un percorso psicoterapeutico permette di ridurre il tasso di recidive e migliorare le condizioni cliniche del paziente. Le finalità di un intervento psicoterapeutico saranno quelle di inserire l’episodio depressivo nel contesto di vita del paziente. In questo modo egli acquisirà maggiore consapevolezza dei meccanismi che hanno scatenato il disturbo e sarà maggiormente in grado di gestire le emozioni disturbanti e i vissuti depressivi.

La terapia dei quadri distimici varia a seconda della specifica situazione riportata dal paziente, per cui la scelta di effettuare un percorso farmacologico, psicoterapeutico o combinato deve sempre essere valutata caso per caso.

Conoscere la depressione

In un’ottica di prevenzione e sensibilizzazione, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha creato un video esplicativo che aiuta a riconoscere la depressione, definita nel video “cane nero”. Il video spiega molto bene quali sono i vissuti della depressione e quali sono le conseguenze di questo disturbo per il paziente e per chi gli sta accanto.

Ti consigliamo quindi di visionare il video qui sotto, appositamente tradotto in italiano. Bypassare i pregiudizi su questa patologia ed essere correttamente informati è il primo passo.