Disturbo ossessivo-compulsivo

Il disturbo ossessivo-compulsivo è caratterizzato da due tipologie di sintomi:

  • Ossessioni: si tratta di pensieri, immagini o impulsi che irrompono nella mente della persona contro la sua volontà. Sono generalmente vissute con ansia e disagio, sia per il contenuto spesso irrazionale, che per il fatto che la persona le vive come autonome, non controllabili, influenzando spesso il comportamento. Ecco alcuni esempi di ossessioni: “Se tocco la maniglia della porta potrei infettarmi”, “Devo recitare 20 volte la preghiera altrimenti potrebbe succedere qualcosa di brutto a mio figlio”. Come si vede, il contenuto ansiogeno di questi pensieri è dato dall’eventuale pericolo per se stessi o per i propri cari. A volte invece le ossessioni creano disagio proprio per il loro contenuto. Ad es. pensieri ripetitivi di far del male a qualcuno, immagini erotiche ripetitive, pensieri o idee blasfeme;
  • Compulsioni: si tratta di comportamenti o azioni mentali che la persona mette in atto a seguito delle ossessioni. Le compulsioni hanno la finalità di gestire l’ansia provocata dalle ossessioni, difatti la persona in genere si sente temporaneamente sollevata dopo aver compiuto la compulsione. A seguito dell’ossessione “La maniglia della porta contiene germi pericolosi”, la persona potrebbe mettere in atto compulsioni di lavaggio con il fine di diminuire la probabilità di essere stati infettati. Oppure, in seguito all’ossessione “Ho pensato a una donna nuda” la persona potrebbe recitare mentalmente un certo numero di preghiere per liberarsi dal peccato. In genere le compulsioni sono dei veri e propri rituali, ad es. la persona lava le mani sempre in un certo modo e un certo numero di volte.

La persona che soffre di questo disturbo sa benissimo che questi sintomi sono irrazionali, ma non comprende perché non riesce a smettere di comportarsi in questo modo.

Si tratta di un disturbo che generalmente crea un notevole disagio, dal momento che tende a interferire con la vita relazionale e lavorativa della persona. Chi vive accanto a un paziente con disturbo ossessivo-compulsivo spesso vive con un certo stress questa patologia. Non è raro infatti che il paziente abbia bisogno di cercare continue rassicurazioni nel coniuge o nel familiare, e non è raro che chi vive accanto al paziente venga addirittura coinvolto nelle ossessioni. Può accadere, ad es., che il paziente chieda al proprio partner di lavarsi anche lui le mani un certo numero di volte prima di sedersi a tavola. Questo stato di cose può scatenare quindi problemi relazionali che intaccheranno la qualità della vita del paziente.

Il trattamento di questo disturbo può essere farmacologico, psicoterapeutico oppure una combinazione delle due tipologie. Da alcuni studi emerge che la psicoterapia è più efficace nel lungo termine, favorendo cioè un minor tasso di ricadute.